In Italia non esiste un sistema di classificazione delle strutture ricettive. Ne esistono tredici, e convivono. Le stelle degli alberghi hanno una base nazionale, i girasoli degli agriturismi pure, ma tutto il resto — B&B, affittacamere, case vacanza — è materia regionale, con l’esito che la stessa struttura può avere quattro simboli diversi a seconda di dove si trova, o nessuno.
Un affittacamere identico riceve 3 soli a Trento, 1 sole in meno a Bolzano perché lì la scala arriva a cinque, 3 stelle in Sicilia e in Piemonte, nessun simbolo nel Lazio. Non è un dettaglio burocratico: è il motivo per cui confrontare due strutture sui portali è spesso un esercizio senza senso.
Questa è la mappa completa, verificata norma per norma su fonti ufficiali ad agosto 2026.
Le tre logiche che convivono
Il sistema italiano si capisce solo separando tre piani che hanno storie diverse.
Le stelle hanno un pavimento nazionale. Il DPCM 21 ottobre 2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 febbraio 2009, fissa gli standard minimi per ciascuna categoria alberghiera. Le Regioni lo recepiscono e possono alzarli, mai abbassarli. Significa una cosa precisa e spesso fraintesa: tre stelle garantiscono lo stesso minimo ovunque, ma non la stessa cosa. Il minimo è garantito, il massimo no.
I girasoli sono nazionali dal 2013. Il decreto del Ministero delle Politiche Agricole n. 1720 del 13 febbraio 2013 ha istituito il marchio «Agriturismo Italia», da uno a cinque girasoli, che ha sostituito i simboli regionali precedenti — le margherite emiliane, per esempio. La classificazione pesa il comfort, la varietà dei servizi, il valore paesaggistico della zona e l’identità gastronomica e architettonica dell’offerta. Chi oggi parla ancora di margherite per gli agriturismi sta copiando contenuti vecchi di oltre dieci anni.
L’extralberghiero non ha nessuna regola nazionale. Qui ogni Regione ha fatto da sé, e il risultato è la parte disordinata della mappa.
I 13 sistemi di classificazione in vigore in Italia
Simbolo, tipologie interessate, scala e norma di riferimento. Ogni riga è verificata su fonte ufficiale.
| Simbolo | Dove vale | Su cosa si applica | Scala |
|---|---|---|---|
| stellenazionale con applicazione regionale | tutte | Alberghi e hotel, Residenze turistico-alberghiere, Villaggi albergo, Alberghi diffusi | da 1 a 5 |
| girasolinazionale | tutte | Agriturismi | da 1 a 5 |
| girasoli con picchioregionale (variante del marchio nazionale) | Marche | Agriturismi | da 1 a 5 |
| leoniregionale | Veneto | Alloggi turistici, Case per vacanze, Unità abitative ammobiliate a uso turistico, Bed & breakfast | da 2 a 5 |
| ancoreregionale | Toscana | Marina resort | da 1 a 5 |
| stelle sull'extralberghiero (Piemonte)regionale | Piemonte | Bed & breakfast, Affittacamere, Locande, Country house, Case e appartamenti per vacanze, Residence | da 1 a 4 |
| stelle a scala variabile (Liguria)regionale | Liguria | Alberghi, Residenze turistico-alberghiere, Condhotel, Locande, Alberghi diffusi, Villaggi turistici, Campeggi, Marina resort | da 1 a 5 |
| stelle sull'extralberghiero (Sardegna)regionale | Sardegna | Bed & breakfast, Case e appartamenti per vacanze, Domo e locande, Campeggi, Villaggi turistici, Marina resort | da 1 a 5 |
| soliregionale | Emilia-Romagna | Case e appartamenti per vacanze, Appartamenti ammobiliati a uso turistico | da 2 a 4 |
| stelle su tutto (Sicilia)regionale | Sicilia | Alberghi, Motel, Villaggi turistici, Residenze turistico-alberghiere, Affittacamere, Bed & breakfast, Campeggi, Case e appartamenti per vacanza, Case per ferie, Ostelli, Rifugi, Turismo rurale | da 1 a 5 |
| nessun simboloregionale | Lazio, Lombardia | Bed & breakfast, Affittacamere, Case vacanza, Ostelli, Country house | nessuna scala |
| soli (Alto Adige)provinciale | Provincia autonoma di Bolzano | Affittacamere, Appartamenti ammobiliati per ferie | da 1 a 5 |
| soli (Trentino)provinciale | Provincia autonoma di Trento | Affittacamere | da 1 a 4 |
Fonti: norme regionali e provinciali citate riga per riga. Verifica del 14 agosto 2026.
Il caso più noto: i leoni del Veneto
La legge regionale del Veneto n. 11 del 14 giugno 2013, all’articolo 31, classifica alloggi turistici, case per vacanze, unità abitative ammobiliate a uso turistico e bed & breakfast in leoni, da due a cinque.
Due dettagli contano. Il primo: si parte da due, non da uno — un B&B veneto non può avere «un leone». Il secondo: il quinto livello si ottiene solo avendo tutti i requisiti del quarto più alcuni ulteriori, quindi non è una progressione lineare.
L’esposizione della targa con il numero di leoni assegnato è obbligatoria. È anche il motivo per cui nelle delibere comunali venete sull’imposta di soggiorno le tariffe dell’extralberghiero sono differenziate proprio per leoni: il Comune ha bisogno di un criterio oggettivo, e usa quello che la Regione gli fornisce.
I tre «soli» che non sono la stessa cosa
Il simbolo del sole è usato da tre amministrazioni diverse con tre scale diverse. È il punto in cui si sbaglia più facilmente.
In Emilia-Romagna i soli vanno da due a quattro e riguardano case e appartamenti per vacanze (L.R. 16/2004, requisiti approvati con D.G.R. 2186 del 19 dicembre 2005). Per gli appartamenti ammobiliati a uso turistico la classificazione è facoltativa e si ferma a tre, ma chiederla comporta dichiararsi disponibili ai controlli comunali: il Comune verifica ogni tre anni e può rifiutarla o revocarla se mancano i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza.
Nella Provincia autonoma di Trento i soli sono quattro e riguardano gli affittacamere (L.P. 7/2002, art. 31 comma 1 bis, con i criteri della delibera provinciale 1575 del 25 giugno 2009).
Nella Provincia autonoma di Bolzano i soli arrivano a cinque, e qui c’è la differenza sostanziale: la classificazione non è facoltativa né una semplice etichetta di qualità. È obbligatoria ed è condizione necessaria per la licenza. La rilascia il sindaco sulla base del parere vincolante dell’Area funzionale Turismo della Provincia (L.P. 12/1995 e D.P.G.P. 32/1996).
Un chiarimento che serve, perché la confusione è diffusa: i fiori che si vedono associati agli agriturismi altoatesini appartengono al Gallo Rosso, che è un marchio privato del Südtiroler Bauernbund. Non è classificazione pubblica e non va messo sullo stesso piano dei girasoli o dei soli.
Le eccezioni che spiegano le delibere
Alcune stranezze locali hanno conseguenze molto concrete.
Le Marche usano il girasole nazionale con al centro l’immagine di un picchio stilizzato. Sembra folklore, e invece è la ragione per cui nelle delibere comunali marchigiane — comprese quelle sull’imposta di soggiorno — gli agriturismi risultano classificati «per picchi». Chi legge una delibera di Pesaro senza sapere questo non capisce a cosa si riferiscano le tariffe.
La Toscana è l’unica regione che classifica i marina resort, cioè le strutture che offrono ospitalità a bordo di unità da diporto ormeggiate: fino a cinque ancore. Il Testo unico del turismo (L.R. 61/2024) e il regolamento di attuazione d.p.g.r. 47/R/2025, in vigore dal 29 agosto 2025, hanno anche portato a cinque stelle la scala di campeggi e villaggi turistici.
La Sardegna applica le stelle fino a cinque anche ai bed & breakfast e alle case vacanza (L.R. 16/2017), dove quasi ovunque la classificazione o non esiste o usa altri simboli. In più impone targhe con un segno grafico diverso per ogni tipologia: la chiave per gli alberghi, il letto con la tazza per i B&B, la bitta con i timoni per i marina resort, su fondo verde per l’alberghiero e blu per l’extralberghiero.
Il Piemonte classifica l’extralberghiero in stelle — da 1 a 4 per B&B, affittacamere, locande e country house, da 2 a 4 per case vacanza e residence (L.R. 13/2017, regolamento 4/2018) — e impone un logo identificativo, un’ellisse verde bordata di rosso e bianco, da esporre in luogo ben visibile.
Lo stesso simbolo, otto scale: la Liguria
Se serve una prova che il numero di stelle da solo non dice nulla, è il testo unico ligure (L.R. 32/2014, aggiornato dalla L.R. 1/2024). Ogni tipologia ha una scala sua:
- alberghi: da 1 a 5
- residenze turistico-alberghiere: da 2 a 5
- condhotel: da 3 a 5
- alberghi diffusi: da 3 a 5
- locande: da 2 a 4
- villaggi turistici: da 2 a 4
- campeggi: da 1 a 4
- marina resort: da 2 a 4
Una locanda a 4 stelle è al massimo della sua scala. Un albergo a 4 stelle no. Lo stesso numero, letto senza sapere la tipologia, porta a due conclusioni opposte.
Dove non c’è nessun simbolo
Non tutte le Regioni classificano l’extralberghiero, e questa è informazione utile quanto le altre.
Il Lazio si limita a distinguere le tipologie: l’operatore autocertifica quale tipo di struttura gestisce — affittacamere, ostello, casa vacanze, B&B, country house, rifugio — ed è tenuto alla trasparenza sui prezzi, ma non riceve stelle né altro (L.R. 13/2007, regolamento 8/2015 modificato dal 5/2023).
La Lombardia usa le stelle per l’alberghiero e per le strutture all’aria aperta, mentre per il non alberghiero fissa standard di qualità obbligatori senza tradurli in un simbolo (L.R. 27/2015, artt. 21 e 37).
Confrontare un B&B laziale e uno sardo «a 4 stelle» è quindi impossibile: uno dei due non ha proprio una scala.
La Sicilia ha riscritto tutto nel 2025
È la novità più rilevante e la meno documentata. La legge regionale siciliana n. 6 del 25 febbraio 2025 ha sostituito la disciplina precedente, attuata dal decreto assessoriale n. 2104 del 25 giugno 2025 con gli allegati A e B, poi coordinato con un decreto correttivo dell’8 agosto 2025.
Le scale:
| Tipologia | Scala |
|---|---|
| Alberghi e motel | 1-5 stelle, più il 5 stelle lusso |
| Residenze turistico-alberghiere | 2-4 |
| Affittacamere | 1-3 |
| Bed & breakfast | 1-3 |
| Campeggi | 1-4 |
| Turismo rurale | 1-5 |
| Case vacanza, case per ferie, ostelli, rifugi | classe unica a una stella |
| Locazioni turistiche | non classificate |
Quella classe unica a una stella merita attenzione, perché è la trappola interpretativa del decreto. Il testo dice che case e appartamenti per vacanza, case per ferie, ostelli e rifugi sono «classificati in un’unica classe contrassegnata da una stella». Non è un giudizio di qualità: è un’etichetta di tipologia. Ma un ospite che legge «casa vacanza 1 stella» capisce esattamente il contrario.
Tre elementi non hanno equivalenti nel resto d’Italia.
Le denominazioni riservate. «Luxury», «Boutique», «Resort» e «Country» non si possono usare liberamente: le assegna su richiesta il Dipartimento regionale del turismo, e hanno requisiti precisi. Boutique è riservata a strutture 5 e 4 stelle con massimo 50 stanze; Resort a 5, 4 e 3 stelle con almeno 50 stanze, giardini, piscine, SPA e servizi tali da non richiedere all’ospite di uscire dalla struttura. Il vincolo vale anche per le locazioni turistiche.
L’obbligo di esporre stelle e CIN nell’insegna e in ogni forma di comunicazione pubblicitaria.
La scomparsa dei villaggi-albergo. Mantengono la classificazione fino al 31 dicembre 2026, poi cessa, e devono chiedere la classificazione in un’altra tipologia entro il 30 giugno 2026.
Le scadenze siciliane
Sono due, e la prima è già passata:
- 30 giugno 2026 — le strutture esistenti e già classificate si adeguano al nuovo decreto; le locazioni turistiche già attive inviano l’Allegato B via PEC al Dipartimento; i villaggi-albergo chiedono la riclassificazione.
- 31 dicembre 2026 — chi aveva presentato istanza con la normativa precedente conserva fino a quella data i criteri vecchi.
Chi gestisce una struttura in Sicilia e non ha fatto l’adeguamento è formalmente fuori termine. Vale la pena verificare la propria posizione con il SUAP del Comune, perché il Dipartimento regionale ha il potere di verificare d’ufficio i requisiti e di rettificare al ribasso la classificazione autocertificata con provvedimento motivato.
Cosa cambia davvero per chi gestisce
Tre conseguenze pratiche, al di là della curiosità normativa.
Il confronto tra strutture su base simbolica non funziona al di fuori della singola regione, e nemmeno tra tipologie diverse della stessa regione. Se costruite comunicazione o pricing sul «siamo a 4 stelle», ricordate che il riferimento è comprensibile solo a chi conosce la scala.
La classificazione ha effetti fiscali. Molte delibere comunali sull’imposta di soggiorno differenziano la tariffa per livello di classificazione: per stelle, per leoni in Veneto, per picchi nelle Marche. Un cambio di classificazione può spostare quanto incassate e versate per ospite e per notte. Ne abbiamo scritto in Imposta di soggiorno: cosa rischia chi gestisce la struttura.
Le scadenze regionali si muovono. La Sicilia nel 2025, la Toscana nel 2024-2025, la Liguria nel 2024: tre riforme in due anni. Chi controlla solo la norma nazionale non vede il piano che cambia più spesso.
Domande frequenti
Le stelle valgono uguale in tutta Italia? No. Il DPCM del 2008 fissa un minimo nazionale che le Regioni possono alzare. Tre stelle garantiscono lo stesso pavimento ovunque, ma una regione può richiedere di più per assegnarle.
Un B&B può avere le stelle? Dipende dalla regione. In Sardegna sì, fino a cinque. In Piemonte e in Sicilia fino a tre o quattro secondo la tipologia. In Veneto ha i leoni. Nel Lazio e in Lombardia non ha alcun simbolo.
Le margherite esistono ancora per gli agriturismi? No. Sono state sostituite dal marchio nazionale «Agriturismo Italia» a girasoli con il decreto ministeriale 1720 del 2013. Le fonti che le citano oggi non sono aggiornate.
Cosa sono i «picchi» delle delibere marchigiane? Sono i girasoli delle Marche, che al centro riportano l’immagine di un picchio stilizzato. Indicano la classificazione dell’agriturismo da uno a cinque.
La classificazione è obbligatoria? Varia. A Bolzano è obbligatoria per gli affittacamere ed è condizione per la licenza. In Emilia-Romagna è facoltativa per gli appartamenti ammobiliati a uso turistico. In Sicilia le locazioni turistiche non sono soggette a classificazione. Va verificato sulla norma della propria regione.
Perché la mia struttura ha un simbolo diverso da una uguale in un’altra regione? Perché per l’extralberghiero non esiste una norma nazionale. Ogni Regione ha scelto simbolo, scala e criteri in autonomia, e alcune hanno scelto di non classificare affatto.
Dati verificati il 14 agosto 2026 sulle fonti normative ufficiali di Regioni e Province autonome elencate in fondo. Le norme regionali cambiano con frequenza: prima di adempimenti o riclassificazioni, verificate la versione vigente sul portale della vostra Regione o con il SUAP del Comune.















