Non esiste "la tariffa italiana" dell'imposta di soggiorno: ogni Comune decide la propria, e le differenze sono enormi. Un albergo 3 stelle fa pagare 1,20 € a Senigallia e 7,00 € a Milano, quasi cinque volte tanto. Ma il numero che conta davvero è un altro, e quasi nessuno lo guarda: per quante notti si paga.
In breve
- Quanto si paga: da 1,20 € a 7,00 € a persona per notte in un 3 stelle, secondo il Comune.
- Per quante notti: da 3 a 14, poi l'imposta non è più dovuta. È la variabile che incide di più sul conto finale.
- Chi la paga: l'ospite, ma ne risponde il gestore, che deve versarla al Comune anche se il cliente si rifiuta.
- Bambini: quasi sempre esenti, ma l'età cambia da Comune a Comune (10 anni a Roma, 14 a Lucca e Livorno).
- Quando si paga: alcune località la applicano solo in stagione, altre tutto l'anno con tariffe ridotte d'inverno.
Come leggere la tabella
La colonna di confronto è l'albergo 3 stelle a tariffa piena, perché in molti Comuni una tariffa unica non esiste: cambia per categoria, zona, stagione o perfino per il prezzo della camera. Dove il meccanismo non permette il confronto la cella è vuota, e trovi la spiegazione nella riga. La forbice indica il minimo e il massimo dell'intero Comune, tutte le tipologie incluse.
Attenzione a un punto che genera confusione: la categoria a cui il Comune aggancia la tariffa non è la stessa ovunque. In Veneto le delibere differenziano per leoni, nelle Marche per picchi, altrove per stelle. Abbiamo ricostruito i13 sistemi di classificazione in vigore in Italia, utile per capire a cosa si riferisce la tariffa della tua struttura.
Le tariffe a confronto
26 località
| Località | 3 stelle | Forbice | Notti max | Meccanismo |
|---|---|---|---|---|
| MilanoLombardia | 7,00 € | 3,00 € – 12,00 € | — | Tariffa fissa per categoria |
| RomaLazio | 6,00 € | 3,00 € – 10,00 € | 10 | Tariffa fissa per categoria |
| FirenzeToscana | 6,00 € | 3,50 € – 8,00 € | 7 | Tariffa fissa per categoria |
| NapoliCampania | 5,50 € | 4,00 € – 6,00 € | 14 | Tariffa fissa per categoria |
| VeneziaVeneto | 3,50 € | 1,00 € – 5,00 € | — | Varia per zona o stagione |
| TorinoPiemonte | 3,50 € | 1,00 € – 5,00 € | 7 | Tariffa fissa per categoria |
| LuccaToscana | 3,50 € | 3,00 € – 5,00 € | 3 | Tariffa fissa per categoria |
| VeronaVeneto | 3,50 € | 1,50 € – 5,00 € | 4 | Tariffa fissa per categoria |
| Cortina d'AmpezzoVeneto | 3,50 € | 1,50 € – 5,00 € | — | Tariffa fissa per categoria |
| LivornoToscana | 3,00 € | 0,50 € – 5,00 € | — | Varia per zona o stagionetutto l'anno, con tariffa dimezzata da novembre a marzo |
| TaorminaSicilia | 3,00 € | 1,50 € – 5,00 € | 10 | Tariffa fissa per categoriatutto l'anno |
| RiminiEmilia-Romagna | 2,50 € | 0,40 € – 5,00 € | 7 | Tariffa fissa per categoria |
| PadovaVeneto | 2,50 € | 1,00 € – 3,50 € | — | Tariffa fissa per categoria |
| PisaToscana | 2,50 € | 2,00 € – 3,00 € | — | Tariffa fissa per categoria |
| CesenaticoEmilia-Romagna | 2,00 € | — | 7 | Tariffa fissa per categoria |
| RiccioneEmilia-Romagna | 2,00 € | 0,90 € – 4,20 € | 7 | Tariffa fissa per categoria |
| PesaroMarche | 2,00 € | 0,50 € – 4,00 € | — | Tariffa fissa per categoria |
| FerraraEmilia-Romagna | 2,00 € | 0,50 € – 3,00 € | — | Tariffa fissa per categoria |
| JesoloVeneto | 1,60 € | 0,70 € – 4,20 € | 10 | Solo in alcuni mesi1 aprile – 31 ottobre |
| ChioggiaVeneto | 1,60 € | 0,80 € – 3,00 € | 10 | Tariffa fissa per categoria |
| Misano AdriaticoEmilia-Romagna | 1,50 € | 0,50 € – 2,50 € | 7 | Tariffa fissa per categoria |
| CaorleVeneto | 1,50 € | 0,80 € – 3,00 € | 10 | Tariffa fissa per categoria |
| SenigalliaMarche | 1,20 € | 0,50 € – 2,00 € | 7 | Tariffa fissa per categoria |
| VicenzaVeneto | non confrontabile | 1,00 € – 5,00 € | — | Scaglioni sul prezzo della camera |
| ArezzoToscana | ≈ 3,00 €per fascia di prezzo, camera da 100 € | 1,50 € – 5,00 € | 4 | Scaglioni sul prezzo della camera |
| BolognaEmilia-Romagna | ≈ 6,50 €per fascia di prezzo, camera da 100 € | 2,80 € – 7,00 € | 5 | Scaglioni sul prezzo della camera |
Il tetto di notti conta più della tariffa
È il punto che sfugge quasi sempre. Confrontare le tariffe per notte porta a conclusioni sbagliate, perché ogni Comune decide anche per quante notti l'imposta è dovuta: da 3 a 14. Ecco quanto paga davvero una persona per una settimana in un 3 stelle.
Sono escluse le località senza un tetto dichiarato, dove il conto di una settimana dipende solo dalla tariffa. Dove compare «camera da 100 €» il Comune non tassa per stelle ma per fascia di prezzo: l'importo non è una nostra stima, è quello che la sua delibera prevede per una camera a quel prezzo.
Calcola quanto devi versare
Scegli la località: la tariffa proposta è quella di un albergo 3 stelle, ma puoi modificarla con quella della tua categoria. Il calcolo applica automaticamente il tetto di notti del Comune, che è dove si sbaglia più spesso.
Imposta da versare al Comune
—
È una stima per capire l'ordine di grandezza: non sostituisce il regolamento comunale, che può prevedere esenzioni, riduzioni o tariffe stagionali diverse da quella impostata qui.
Quanto vale, in Italia
Nel 2026 applicano l'imposta di soggiorno 1.411 Comuni, ventiquattro in più rispetto ai 1.387 del 2025, per un gettito nazionale stimato in oltre 1,2 miliardi di euro: il doppio dei 628 milioni di cinque anni prima. Cinquantatré amministrazioni hanno ritoccato le tariffe verso l'alto o allungato il periodo di applicazione a partire dal 1° gennaio 2026.
Fonte: Osservatorio nazionale Jfc 2026, pubblicato da Il Sole 24 Ore il 15 aprile 2026.
Una novità del 2026 spiega alcuni degli aumenti più vistosi: un decreto dell'ottobre 2025 ha consentito ai Comuni entro trenta chilometri dalle sedi olimpiche diMilano-Cortina 2026 di alzare l'imposta fino a 5 euro per notte, con metà del maggior gettito destinata allo Stato per finanziare i Giochi. È il motivo per cui Milano ha modificato le tariffe due volte nello stesso anno, a gennaio e ad aprile.
A cosa servono questi soldi
Non finiscono nel bilancio generale del Comune. L'articolo 4 del D.Lgs. 23/2011 vincola il gettito a interventi in materia di turismo, compreso il sostegno alle strutture ricettive, alla manutenzione e al recupero dei beni culturali e ambientali locali e ai relativi servizi pubblici. È un vincolo di destinazione formale: come venga speso in concreto lo decide ogni amministrazione, ed è un'informazione che i Comuni pubblicano nei propri bilanci.
Da dove vengono questi numeri
Ogni riga è stata letta sulla delibera o sul prospetto ufficiale del Comune, non su guide o aggregatori: durante la raccolta abbiamo trovato più volte fonti secondarie con cifre superate o sbagliate — per Padova la stampa riportava il 4 stelle a 3,00 € quando la delibera dice 3,50 €, e per Misano circolavano le tariffe di Riccione.
Cosa manca, dichiarato
Questa tabella copre 26 località e cresce man mano che verifichiamo le altre. Non è un elenco completo dei Comuni italiani che applicano l'imposta: nel 2026 sono 1.411, e per la maggior parte le tariffe esistono solo dentro delibere in PDF, ognuna in un formato diverso. Preferiamo poche righe controllate a molte righe copiate.
Tieni presente anche che esenzioni e riduzioni non sono in tabella: quasi ogni Comune esenta i minori sotto una certa età, e alcuni prevedono sconti per gruppi, anziani o giovani. Per quelle serve leggere il regolamento della singola località, che trovi linkato nella colonna dell'atto di riferimento.
Esenzioni: chi non paga
Le esenzioni non sono in tabella perché le decide ogni Comune con il proprio regolamento, e variano più delle tariffe. Ci sono però alcune categorie che ricorrono quasi ovunque:
- I minori sotto una certa età, ed è l'esenzione più diffusa ma anche quella su cui si sbaglia di più, perché la soglia cambia da Comune a Comune: 10 anni a Roma, 12 ad Arezzo, 14 a Lucca e Livorno, 15 a Senigallia. Un bambino di 13 anni paga a Roma e non paga a Senigallia.
- I residenti nel Comune, che pernottano in struttura pur abitando in città.
- Chi assiste un degente ricoverato in strutture sanitarie del territorio, di solito fino a due accompagnatori per paziente.
- Autisti di pullman e guide turistiche al seguito di gruppi, con soglie diverse: un autista e una guida ogni 25 partecipanti a Lucca, un autista più un accompagnatore ogni 23 a Roma.
- Forze dell'ordine e personale in servizio, quando il pernottamento è dovuto a esigenze di servizio.
Alcuni Comuni prevedono invece riduzioni anziché esenzioni: Verona sconta il 20% a chi ha più di 70 anni, ai giovani tra 15 e 25 anni e ai gruppi oltre le 25 persone. Per il quadro completo della tua località serve leggere il regolamento comunale, che trovi linkato nella tabella delle fonti qui sopra.
Domande frequenti
Quanto costa l'imposta di soggiorno in Italia?
Non esiste un importo nazionale: lo decide ogni Comune. Tra le 26 località verificate in questa pagina, un albergo 3 stelle va da 1,20 € a Senigallia a 7,00 € a Milano, per persona e per notte. Conta però anche il numero massimo di notti tassate, che varia da 3 a 14 a seconda del Comune.
I bambini pagano la tassa di soggiorno?
Quasi tutti i Comuni esentano i minori, ma l'età di esenzione la stabilisce il singolo regolamento comunale e cambia molto: 10 anni a Roma, 12 ad Arezzo, 14 a Lucca e Livorno, 15 a Senigallia. Un ragazzino di 13 anni paga a Roma e non paga a Senigallia. Non esiste una soglia valida per tutta Italia: va verificata sul regolamento del Comune dove si soggiorna.
Chi paga l'imposta di soggiorno, l'ospite o la struttura?
La paga l'ospite, ma ne risponde il gestore della struttura, che per legge è responsabile d'imposta: deve versarla al Comune anche se l'ospite si rifiuta di pagarla, con diritto di rivalsa verso il cliente.
Si paga per tutte le notti del soggiorno?
No. Quasi tutti i Comuni fissano un tetto di notti oltre il quale l'imposta non è più dovuta: tra le località verificate va da 3 notti a Lucca a 14 a Napoli. Verona applica una regola diversa dalle altre, con un massimo di 4 pernottamenti al mese e non consecutivi.
L'imposta di soggiorno si paga tutto l'anno?
Dipende dal Comune. Alcune località di mare la applicano solo in stagione, come Jesolo da aprile a ottobre o Cervia da maggio a settembre. Altre la applicano tutto l'anno ma con tariffa ridotta nei mesi di bassa stagione, come Livorno che dimezza gli importi da novembre a marzo.
Come si calcola l'imposta di soggiorno da versare?
Si moltiplica il numero degli ospiti non esenti per il numero di pernottamenti imponibili, fino al tetto previsto dal Comune, e il risultato per la tariffa della propria categoria di struttura. Alcuni Comuni non usano affatto una tariffa fissa: Vicenza, Arezzo e Bologna applicano scaglioni sul prezzo della camera, e Bologna aggiunge una percentuale del 10,50% sulle locazioni brevi incassate dai portali.
Se gestisci una struttura
Conoscere la tariffa è la parte facile. Il rischio vero sta negli adempimenti: seiresponsabile d'imposta, quindi devi versare al Comune anche se l'ospite non paga, e devi presentare una dichiarazione annuale all'Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno — un obbligo autonomo dal versamento, con sanzioni dal 100% al 200%.
Gli obblighi del gestore, spiegati
Per i dati su presenze e arrivi delle stesse località trovi le schede statistiche, e per gli altri obblighi di legge il radar normativo.
Riusa questi dati
Il dataset completo — tutte le colonne della tabella qui sopra, non solo la vista riassuntiva — è scaricabile liberamente in JSON o CSV, con licenza esplicita.
Licenza
Dati rilasciati con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 (CC BY 4.0): puoi riusarli liberamente, anche per scopi commerciali, citando la fonte.
Come citare
Hotelness, "Imposta di soggiorno per località italiane", hotelness.it/imposta-di-soggiorno/, dati verificati al 14 agosto 2026.
Metodologia
Come verifichiamo ogni riga, con le fonti e i limiti dichiarati: il nostro metodo.
Changelog del dataset
- 2026-08-14 — Aggiunta la tariffa di Taormina.
- 2026-08-13 — Prima pubblicazione del dataset: 25 comuni verificati sulle rispettive fonti ufficiali (delibere e prospetti tariffari comunali).