Nel secondo trimestre 2026 gli esercizi ricettivi italiani hanno registrato 46,9 milioni di arrivi (-0,8%) e 147,9 milioni di presenze (+3,9%) rispetto allo stesso periodo del 2025. Non è una contraddizione: gli arrivi contano i check-in, le presenze le notti trascorse nelle strutture. La permanenza media è salita a 3,15 notti. Ma il dato nazionale nasconde due differenze importanti per chi gestisce un hotel: maggio è andato molto meglio di giugno e la crescita delle presenze alberghiere è stata inferiore a quella dell’extra-alberghiero. Sono dati provvisori pubblicati da Istat il 14 settembre 2026, riferiti ad aprile-giugno, non a luglio o agosto.
Il punto per l’albergatore: più pernottamenti nel Paese non significano automaticamente più prenotazioni, camere occupate o ricavi nel tuo hotel. Occorre leggere insieme arrivi, durata del soggiorno, mese e tipo di struttura.
I numeri del trimestre, senza confondere arrivi e presenze
Nel prospetto ufficiale Istat il totale è 46.940.655 arrivi e 147.873.640 presenze. Il confronto è con il secondo trimestre 2025, non con il trimestre immediatamente precedente. Istat definisce un arrivo come un check-in in una struttura ricettiva e una presenza come una notte trascorsa da un cliente. Un viaggiatore che soggiorna in più strutture può quindi generare più arrivi: non si tratta del conteggio delle persone uniche entrate in Italia.
La componente dei residenti all’estero rappresenta il 61,6% delle presenze e cresce del 4,6% su base annua, contro il +2,7% dei residenti in Italia. È una fotografia della domanda aggregata, non la prova che tutte le destinazioni o tutte le categorie alberghiere abbiano beneficiato allo stesso modo della domanda internazionale. La permanenza media Istat è 3,34 notti per i non residenti e 2,88 per i residenti. Fonte: Istat, comunicato del 14 settembre 2026.
Maggio traina la crescita; giugno cambia il segno degli arrivi
Le presenze totali crescono del 4,0% ad aprile, dell’8,8% a maggio e solo dello 0,6% a giugno rispetto ai rispettivi mesi del 2025. Gli arrivi, invece, passano da +1,7% ad aprile e +2,2% a maggio a -4,9% a giugno. Il dato trimestrale positivo sulle notti è dunque soprattutto il risultato dei primi due mesi, in particolare maggio. Parliamo della crescita rispetto al 2025, non del numero di ospiti: giugno resta il mese con più presenze in valore assoluto, 65,2 milioni, pari al 44,1% del trimestre. I numeri sono nel prospetto mensile Istat, pagina 3 del PDF.
Maggio traina la crescita
Presenze rispetto allo stesso mese del 2025
- Aprile+4,0%
- Maggio+8,8%
- Giugno+0,6%
Per gli alberghi giugno è stato ancora più netto sugli arrivi: -6,1%, mentre le presenze alberghiere sono rimaste in aumento (+1,8%). Sono due misure diverse della stessa fase di mercato: il comunicato non spiega da solo perché siano cambiate, né consente di attribuire il risultato a prezzi, calendario, durata dei soggiorni o specifiche destinazioni. Fonte: Istat, prospetto 1.
Gli alberghi crescono, ma meno dell’extra-alberghiero
Nel trimestre gli esercizi alberghieri registrano 27,6 milioni di arrivi (-2,5%) e 77,6 milioni di presenze (+2,4%). Gli esercizi extra-alberghieri contano 19,3 milioni di arrivi (+1,7%) e 70,3 milioni di presenze (+5,6%). La crescita delle notti nell’extra-alberghiero è quindi più del doppio di quella degli alberghi, ma entrambi i comparti crescono in termini di presenze. Fonte: Istat, prospetto 1.
Per interpretare il confronto bisogna sapere cosa c’è nel perimetro: l’extra-alberghiero Istat include B&B, agriturismi, campeggi e alloggi privati dati in affitto per periodi brevi, anche non gestiti in forma imprenditoriale. La nota metodologica precisa che il confronto con il 2025 è costruito in modo omogeneo anche per gli “altri alloggi privati”. Non è quindi corretto liquidare il +5,6% come un semplice effetto dell’aggiunta di una nuova categoria; ma non è nemmeno corretto dedurne, senza ulteriori dati, che ogni notte in più negli affitti brevi sia una notte persa da un hotel. Fonte: Istat, nota metodologica.
Che cosa può farne un hotel, e che cosa il dato non dimostra
La lettura utile è confrontare il proprio andamento con quello nazionale, senza trasformare la media italiana in una previsione per la singola struttura. Per aprile, maggio e giugno metti fianco a fianco con il 2025 almeno arrivi, notti vendute, permanenza media e quota di ospiti residenti all’estero. Poi guarda separatamente giugno: è lì che il quadro nazionale cambia più bruscamente. Per capire se siano cresciuti anche i ricavi, servono i tuoi prezzi medi e il fatturato camere: il comunicato Istat misura i flussi, non pubblica ADR, RevPAR o margini.
Tre scorciatoie da evitare:
- “Le presenze crescono, quindi tutti gli hotel vanno bene.” Gli alberghi crescono meno dell’extra-alberghiero e il dato nazionale non misura il risultato di ciascuna destinazione.
- “Gli arrivi calano, quindi il turismo crolla.” Nel trimestre diminuiscono i check-in, ma aumentano le notti; le due misure vanno lette insieme.
- “Questo prova come è andata l’estate.” Il trimestre finisce il 30 giugno. Il comunicato non contiene luglio e agosto: non conferma né smentisce le segnalazioni locali sul turismo costiero di luglio 2026.
Per valutare un mercato specifico, affianca il dato nazionale alle statistiche per destinazione di Hotelness, controllando sempre l’anno e la fonte indicati in ciascuna scheda: non sono automaticamente aggiornate al secondo trimestre 2026. Se devi tradurre l’andamento delle camere in acquisti e scorte, il punto di partenza resta la tua occupazione reale, come nella guida al budget annuale delle forniture hotel.
I dati Istat di questo trimestre sono provvisori: l’indagine raccoglie mensilmente arrivi e presenze dagli esercizi ricettivi e prevede stime per risposte mancanti o tardive. Il quadro può quindi essere rivisto. Quando usciranno i dati del terzo trimestre, il confronto con luglio-settembre darà una base nazionale per parlare dell’estate; fino ad allora è più onesto tenere separati il bilancio di aprile-giugno e le evidenze locali sui mesi successivi. Fonte: Istat, nota metodologica e calendario delle diffusioni.
