Entro l’11 settembre 2026 gli hotel europei che hanno avuto un rapporto commerciale con Booking.com tra il 2004 e il 2024 possono aderire a un’azione collettiva per ottenere un risarcimento legato alle clausole di parità tariffaria — quelle che per anni hanno impedito alle strutture di offrire prezzi migliori sul proprio sito rispetto a Booking.com. Non è un’iniziativa isolata: è sostenuta da HOTREC (la federazione europea degli albergatori), da Federalberghi e da oltre trenta associazioni alberghiere nazionali. Al 30 luglio 2026 risultavano 10.783 hotel già aderenti.
L’azione in sintesi
Fonti: HOTREC, sito ufficiale mybookingclaim.com, Federalberghi — link completi in fondo all’articolo.
Perché è nata l’azione
Il 19 settembre 2024 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata sulle clausole di parità tariffaria “ampie e strette” imposte da Booking.com — quelle che vietavano agli hotel di vendere a un prezzo più basso su qualsiasi altro canale, sito diretto incluso. La Corte ha stabilito che queste clausole non possono, in linea di principio, essere considerate “restrizioni accessorie” automaticamente esentate dal diritto della concorrenza: non è stato dimostrato che siano oggettivamente necessarie al servizio di prenotazione offerto da Booking.com, né proporzionate all’obiettivo perseguito. È una pronuncia pregiudiziale, non una condanna: la Corte non decide la causa nel merito, quella spetta al giudice nazionale — in questo caso il Tribunale di Amsterdam, dove la questione era stata originariamente sollevata da un’azione della stessa Booking.com.
La sentenza ha comunque rafforzato la base giuridica delle richieste di risarcimento. Secondo la tesi sostenuta dalla fondazione promotrice e dalle associazioni alberghiere, quelle clausole avrebbero ridotto la concorrenza tra piattaforme di prenotazione e contribuito a mantenere più elevate le commissioni applicate agli hotel, impedendo loro di usare il prezzo diretto come leva competitiva. Se questa tesi sia fondata, e in quale misura, è esattamente ciò che il procedimento davanti al Tribunale di Amsterdam dovrà accertare.
Sulla base di quella sentenza, la Stichting Hotel Claims Alliance — una fondazione olandese costituita appositamente per rappresentare gli hotel che ritengono di aver subito un danno — ha depositato un’azione collettiva presso il Tribunale di Amsterdam il 30 gennaio 2026.
Quali strutture possono aderire
Il criterio dichiarato dall’iniziativa è ampio: qualsiasi hotel con sede legale in un paese europeo (anche non UE) che sia stato presente su Booking.com in un qualsiasi momento tra il 2004 e il 2024. Rientrano hotel, resort, motel e residence/aparthotel — la categoria di riferimento è il codice ATECO/NACE 55.10 (alloggi alberghieri e simili). Non serve essere ancora attivi su Booking.com oggi: conta l’essere stati listati nel periodo indicato, anche solo per una parte di esso.
Cosa serve per aderire
Il documento principale richiesto sono le fatture Booking.com scaricate dall’Extranet, andando più indietro possibile nel tempo. Se le fatture non sono più reperibili, l’iniziativa accetta documentazione alternativa: estratti dal gestionale/ERP, libro giornale, dichiarazioni fiscali, bilanci o estratti conto bancari che dimostrino i pagamenti effettuati. Utile, ma non obbligatorio, anche uno storico dei contratti che mostri le percentuali di commissione applicate nel tempo.
Come funziona l’adesione: costi e trattenute
Secondo le condizioni pubblicate dalla Stichting Hotel Claims Alliance, la partecipazione non richiede anticipi: la fondazione assume i costi della causa e il rischio di un’eventuale condanna alle spese, in cambio di una quota sull’eventuale risarcimento ottenuto. Il meccanismo, come illustrato dalla stessa iniziativa, funziona così: in caso di successo, dai proventi lordi vengono prima dedotti due volte i costi sostenuti per la controversia; il ricavato netto viene poi ripartito proporzionalmente tra gli hotel in base al valore delle rispettive richieste, e a ciascuna struttura viene infine riconosciuto il 70% della propria quota (il restante 30% resta alla fondazione). È lo schema tipico del “no win, no fee”: se l’azione non produce risarcimento, l’hotel non deve nulla, ma non riceve nemmeno nulla. Prima di aderire resta comunque necessario leggere il testo completo dell’accordo di partecipazione, non solo questa sintesi.
La procedura, passo per passo
- Registrazione online su mybookingclaim.com con i dati della struttura — è una manifestazione di interesse non vincolante, senza costi.
- Conferma via email, con un link di attivazione valido 24 ore.
- Accesso al portale di onboarding (booking.claimster.de), un modulo in quattro parti da compilare in circa 15-25 minuti: dati della società, legali rappresentanti autorizzati a firmare, elenco delle strutture con le fatture/estratti di commissione richiesti fino al 2004, accettazione dei termini di partecipazione.
- Verifica della documentazione caricata da parte della fondazione, per confermare l’idoneità della domanda.
- Firma dell’accordo di partecipazione, in digitale via DocuSign e in forma cartacea, seguita dalla controfirma della fondazione.
- Deposito degli atti presso il tribunale e avvio della causa da parte della fondazione, con aggiornamenti periodici agli aderenti.
Il risarcimento non è garantito
Va detto con chiarezza, perché è il punto più facile da fraintendere: aderire non significa ricevere un rimborso. L’iniziativa stessa lo dichiara esplicitamente — le prime stime indicano un potenziale recupero “fino al 30% o più” delle commissioni totali versate a Booking.com dal 2004, interessi inclusi, ma è una proiezione, non una cifra dovuta. L’esito dipende dallo sviluppo della causa davanti al Tribunale di Amsterdam, che può concludersi con un accordo transattivo, una sentenza favorevole, una sentenza sfavorevole, o tempi lunghi prima di un qualsiasi risultato. Aderire ha senso perché non costa nulla e non espone a rischi economici, non perché il risarcimento sia certo.
Prima di aderire: fatti seguire da un legale
Firmare un accordo di partecipazione è un atto che vincola la struttura a un rapporto con la fondazione e alla cessione di una quota dell’eventuale risarcimento. Prima di firmare, vale la pena far leggere l’accordo di partecipazione a un legale di fiducia — soprattutto per capire cosa succede se la struttura ha cambiato ragione sociale, è stata ceduta, o ha smesso di operare nel periodo 2004-2024.
Checklist finale
La mia struttura può partecipare?
Questi punti indicano una possibile idoneità, non una conferma: l’ammissione effettiva resta soggetta alla verifica della fondazione sulla documentazione presentata.
Domande frequenti
Aderire costa qualcosa alla struttura? No. Secondo le condizioni pubblicate dall’iniziativa, la fondazione copre le spese legali e il rischio economico della causa, trattenendo in cambio una quota di un eventuale risarcimento (70% all’hotel, 30% alla fondazione, sui proventi netti).
Cosa succede se non trovo più le vecchie fatture Booking.com? L’iniziativa accetta documentazione alternativa — estratti gestionali, libro giornale, dichiarazioni fiscali, bilanci, estratti conto — purché dimostri i pagamenti effettuati a Booking.com nel periodo.
Se la mia struttura non è più su Booking.com oggi, posso comunque aderire? Sì. Conta l’essere stati presenti sulla piattaforma in un qualsiasi momento tra il 2004 e il 2024, non la situazione attuale.
È vero che Booking.com rimborserà gli hotel? No, non è corretto affermarlo. L’azione è in corso, il risarcimento non è garantito e i tempi e l’esito dipendono dallo sviluppo della causa davanti al Tribunale di Amsterdam.
In sintesi
Entro l’11 settembre 2026 gli hotel europei che hanno avuto un rapporto commerciale con Booking.com tra il 2004 e il 2024 possono aderire gratuitamente a un’azione collettiva per le clausole di parità tariffaria che la Corte di Giustizia UE, nel 2024, ha giudicato non automaticamente esentabili dal diritto della concorrenza — una pronuncia che rafforza le richieste di risarcimento senza costituire di per sé una condanna di Booking.com. L’iniziativa è sostenuta da HOTREC, Federalberghi e oltre trenta associazioni alberghiere. L’adesione non comporta costi né rischi economici per l’hotel — la fondazione promotrice si ripaga trattenendo il 30% di un eventuale risarcimento netto — ma nemmeno una certezza di risultato: le stime di recupero circolate sono proiezioni, non importi dovuti. Prima di firmare l’accordo di partecipazione, verificarlo con un legale resta il passo più importante, soprattutto per chi ha cambiato assetto societario nel periodo coperto dall’azione.
