Le registrazioni alla class action contro Booking.com sono chiuse. Nella comunicazione del 1° ottobre 2026, HOTREC riferisce che oltre 15.000 hotel europei hanno aderito. L’azione riguarda le clausole di parità tariffaria che, per anni, hanno limitato la possibilità di offrire prezzi migliori fuori da Booking.com. Per le strutture già registrate restano importanti la documentazione delle commissioni e le condizioni dell’accordo; chi non si è registrato non deve interpretare le vecchie istruzioni di adesione come una finestra ancora aperta. L’iniziativa è sostenuta da HOTREC, Federalberghi e da associazioni alberghiere nazionali.
L’azione in sintesi
Fonte sullo stato delle registrazioni: HOTREC, 1° ottobre 2026. Condizioni: sito dell’iniziativa mybookingclaim.com.
Perché è nata l’azione
Il 19 settembre 2024 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata sulle clausole di parità tariffaria “ampie e strette” imposte da Booking.com — quelle che vietavano agli hotel di vendere a un prezzo più basso su qualsiasi altro canale, sito diretto incluso. La Corte ha stabilito che queste clausole non possono, in linea di principio, essere considerate “restrizioni accessorie” automaticamente esentate dal diritto della concorrenza: non è stato dimostrato che siano oggettivamente necessarie al servizio di prenotazione offerto da Booking.com, né proporzionate all’obiettivo perseguito. È una pronuncia pregiudiziale, non una condanna: la Corte non decide la causa nel merito, quella spetta al giudice nazionale — in questo caso il Tribunale di Amsterdam, dove la questione era stata originariamente sollevata da un’azione della stessa Booking.com.
La sentenza ha comunque rafforzato la base giuridica delle richieste di risarcimento. Secondo la tesi sostenuta dalla fondazione promotrice e dalle associazioni alberghiere, quelle clausole avrebbero ridotto la concorrenza tra piattaforme di prenotazione e contribuito a mantenere più elevate le commissioni applicate agli hotel, impedendo loro di usare il prezzo diretto come leva competitiva. Se questa tesi sia fondata, e in quale misura, è esattamente ciò che il procedimento davanti al Tribunale di Amsterdam dovrà accertare.
Le regole attuali sulle tariffe sono una questione distinta dalla richiesta di risarcimento per il passato: le spieghiamo nella guida ai prezzi sul sito dell’hotel più bassi che su Booking.
Sulla base di quella sentenza, la Stichting Hotel Claims Alliance — una fondazione olandese costituita appositamente per rappresentare gli hotel che ritengono di aver subito un danno — ha depositato un’azione collettiva presso il Tribunale di Amsterdam il 30 gennaio 2026.
Quali strutture erano ammesse
Il criterio dichiarato dall’iniziativa per la registrazione era ampio: hotel con sede legale in un paese europeo (anche non UE) che fossero stati presenti su Booking.com in un qualsiasi momento tra il 2004 e il 2024. Erano compresi hotel, resort, motel e residence/aparthotel — la categoria di riferimento è il codice ATECO/NACE 55.10 (alloggi alberghieri e simili). Non era necessario essere ancora attivi su Booking.com al momento della registrazione. Questi criteri descrivono l’azione, non riaprono le iscrizioni.
Documenti utili per gli hotel già iscritti
Il documento principale richiesto agli aderenti sono le fatture Booking.com scaricate dall’Extranet, andando più indietro possibile nel tempo. Se le fatture non sono più reperibili, l’iniziativa indica come documentazione alternativa estratti dal gestionale/ERP, libro giornale, dichiarazioni fiscali, bilanci o estratti conto bancari che dimostrino i pagamenti effettuati. È utile anche uno storico dei contratti che mostri le percentuali di commissione applicate nel tempo.
Costi e trattenute per chi ha aderito
Secondo le condizioni pubblicate dalla Stichting Hotel Claims Alliance, la partecipazione non richiede anticipi: la fondazione assume i costi della causa e il rischio di un’eventuale condanna alle spese, in cambio di una quota sull’eventuale risarcimento ottenuto. Il meccanismo, come illustrato dalla stessa iniziativa, funziona così: in caso di successo, dai proventi lordi vengono prima dedotti due volte i costi sostenuti per la controversia; il ricavato netto viene poi ripartito proporzionalmente tra gli hotel in base al valore delle rispettive richieste, e a ciascuna struttura viene infine riconosciuto il 70% della propria quota (il restante 30% resta alla fondazione). È lo schema tipico del “no win, no fee”: se l’azione non produce risarcimento, l’hotel non deve nulla, ma non riceve nemmeno nulla. Chi ha già registrato la struttura dovrebbe leggere il testo completo dell’accordo di partecipazione prima di firmarlo, non fermarsi a questa sintesi.
Se hai già registrato la struttura: cosa controllare
La registrazione non equivale da sola alla conferma della singola richiesta. Se hai avviato la pratica, fai riferimento alle comunicazioni e al portale della fondazione per verificare:
- Conferma e stato della pratica, usando i riferimenti ricevuti al momento della registrazione.
- Documenti sulle commissioni, dalle fatture dell’Extranet alle eventuali prove alternative richieste.
- Accordo di partecipazione, inclusi il soggetto che firma per la struttura e il meccanismo di ripartizione dell’eventuale risarcimento.
- Richieste successive della fondazione, distinguendo una domanda già presentata da un’iscrizione nuova, oggi chiusa.
Il risarcimento non è garantito
Va detto con chiarezza, perché è il punto più facile da fraintendere: aver aderito non significa ricevere un rimborso. L’iniziativa stessa lo dichiara esplicitamente — le prime stime indicano un potenziale recupero “fino al 30% o più” delle commissioni totali versate a Booking.com dal 2004, interessi inclusi, ma è una proiezione, non una cifra dovuta. L’esito dipende dallo sviluppo della causa davanti al Tribunale di Amsterdam, che può concludersi con un accordo transattivo, una sentenza favorevole, una sentenza sfavorevole, o tempi lunghi prima di un qualsiasi risultato.
Prima di firmare l’accordo: fatti seguire da un legale
Firmare un accordo di partecipazione è un atto che vincola la struttura a un rapporto con la fondazione e alla cessione di una quota dell’eventuale risarcimento. Prima di firmare, vale la pena far leggere l’accordo di partecipazione a un legale di fiducia — soprattutto per capire cosa succede se la struttura ha cambiato ragione sociale, è stata ceduta, o ha smesso di operare nel periodo 2004-2024.
Checklist finale
Se hai già registrato la struttura
La registrazione è chiusa. Questi punti aiutano a preparare la documentazione; l’ammissione effettiva resta soggetta alla verifica della fondazione.
Domande frequenti
La partecipazione comporta anticipi per la struttura? No. Secondo le condizioni pubblicate dall’iniziativa, la fondazione copre le spese legali e il rischio economico della causa, trattenendo in cambio una quota di un eventuale risarcimento (70% all’hotel, 30% alla fondazione, sui proventi netti).
Cosa succede se non trovo più le vecchie fatture Booking.com? L’iniziativa accetta documentazione alternativa — estratti gestionali, libro giornale, dichiarazioni fiscali, bilanci, estratti conto — purché dimostri i pagamenti effettuati a Booking.com nel periodo.
Se la mia struttura non è più su Booking.com oggi, questo incide sulla domanda già presentata? Il criterio dichiarato dall’iniziativa riguardava la presenza sulla piattaforma in un qualsiasi momento tra il 2004 e il 2024, non la situazione attuale. La verifica della singola domanda spetta alla fondazione.
È vero che Booking.com rimborserà gli hotel? No, non è corretto affermarlo. L’azione è in corso, il risarcimento non è garantito e i tempi e l’esito dipendono dallo sviluppo della causa davanti al Tribunale di Amsterdam.
Le iscrizioni sono ancora aperte? No: HOTREC il 1° ottobre 2026 ha comunicato che la registrazione all’azione collettiva è chiusa. Se hai già presentato la domanda e ti serve conoscere il suo stato, consulta le comunicazioni ricevute e il portale dell’iniziativa.
In sintesi
La class action sulle clausole di parità tariffaria di Booking.com riguarda i rapporti commerciali degli hotel europei con la piattaforma tra il 2004 e il 2024. Le registrazioni sono chiuse, secondo la comunicazione HOTREC del 1° ottobre 2026; gli hotel partecipanti sono oltre 15.000. La pronuncia della Corte di Giustizia UE del 2024 rafforza la base delle richieste di risarcimento, ma non costituisce una condanna di Booking.com né garantisce un rimborso. Per gli hotel già registrati contano documenti, accordo di partecipazione e aggiornamenti ufficiali sulla causa. Prima di firmare l’accordo, farlo verificare da un legale resta prudente, soprattutto se la struttura ha cambiato assetto societario nel periodo coperto.
