Entro il 13 ottobre 2026 gli host italiani ancora sul modello a commissione divisa passano alla commissione unica a carico dell’host, il 15,5% del subtotale della prenotazione. Chi effettua prima l’adeguamento può entrare nel nuovo modello in anticipo: non è un interruttore che scatta tutto insieme quel giorno, è il termine ultimo. Molte strutture alberghiere e numerosi host collegati tramite gestionale (PMS) utilizzano già la commissione unica, per cui non vedranno granché cambiare — ma non vale per ogni account di questo tipo: Airbnb indica che chi non è ancora migrato completerà comunque il passaggio entro la scadenza. La situazione reale della propria struttura va quindi verificata, non presunta dalla categoria a cui appartiene.
Il cambiamento in quattro numeri
Fonti: pagine ufficiali Airbnb, Vrbo, Booking.com, Il Sole 24 Ore — link completi in fondo all’articolo.
Cosa cambia esattamente
Il vecchio modello era diviso in due: l’host pagava una commissione del 3% sul subtotale (4% per Brasile e Messico), l’ospite pagava a parte una service fee dichiarata tra il 14,1% e il 16,5% a seconda della prenotazione. Il nuovo modello elimina la seconda voce e la assorbe nella prima: una commissione unica calcolata su tariffa per notte, pulizie, animali ed eventuali supplementi per ospiti extra — le tasse restano escluse. Airbnb dichiara che la maggior parte degli host paga 15,5%, un intervallo 14-16% per altri account, e 16% per Brasile e Messico: non è quindi un’aliquota rigidamente uguale per tutti, anche se 15,5% resta il caso più comune.
Le prenotazioni già confermate mantengono le condizioni con cui sono state fatte, anche se vengono modificate in seguito: la fee unica riguarda solo le prenotazioni nuove, effettuate dopo il passaggio al nuovo modello. La situazione effettiva della propria struttura — se il passaggio è già avvenuto e quale percentuale si applica — va controllata nella sezione Guadagni o Pagamenti dell’account, non data per scontata dal calendario generale.
Il conto che cambia
Con il vecchio modello, su una tariffa pubblicata di 100 euro l’host tratteneva il 97% (100 euro meno il 3% di commissione), mentre l’ospite pagava circa 114-116 euro totali, tariffa più service fee. Con la fee unica, se l’host lascia la tariffa invariata a 100 euro, trattiene l’84,5%: il netto scende da 97 a 84,50 euro, 12,5 punti percentuali in meno — una riduzione relativa del 12,9% sul guadagno di prima.
Su 100 € di tariffa pubblicata, invariata
Quanto trattiene l’host, prima e dopo
Calcolo illustrativo su base 100 €, a tariffa pubblicata invariata: 3% di commissione nel vecchio modello, 15,5% nel modello a fee unica.
Per tornare al guadagno netto di prima (97 € su 100 €), la tariffa pubblicata andrebbe alzata esattamente del 14,8% — 97 diviso 0,845 fa 114,79. È una cifra vicina a quello che l’ospite pagava già come service fee nel vecchio modello: la logica dichiarata da Airbnb è proprio spostare la stessa cifra media da una voce a un’altra, senza cambiare il costo totale per l’ospite. Il problema pratico è che l’aggiustamento tocca solo il prezzo su Airbnb, non gli altri canali — chi vende anche su Booking.com o sul proprio sito si ritrova con lo stesso appartamento a due prezzi di partenza diversi da giustificare.
Per chi ha un margine sottile — mono-camera in bassa stagione, per dire — la differenza tra tenere la tariffa com’è e perdere 12,5 punti di commissione, oppure alzarla e rischiare di uscire dalla fascia di prezzo cercata dagli ospiti che prenotano su quel portale, non è un dettaglio contabile.
Airbnb non è più per forza il canale più economico
Il paragone più utile non è “quale percentuale è più bassa in assoluto”, ma “quale si applica davvero al mio caso”. Vrbo, sul modello standard a pagamento per prenotazione senza gestionale, applica il 5% di commissione più il 3% di elaborazione pagamento — circa l’8% totale. Ma per gli account collegati tramite software gestionale in Europa, secondo le condizioni ufficiali Vrbo, la commissione sale al 12-15%: la stessa cifra che sembra la più conveniente del confronto può non essere quella che si applica a una struttura gestita con un PMS. Booking.com, dal canto suo, non pubblica una percentuale standard o una media ufficiale: la commissione è quella prevista dal contratto della singola struttura, visibile nell’Extranet, e può variare anche in base all’adesione a programmi promozionali. Un 15% è un esempio ragionevole per fare un confronto, non un dato dichiarato da Booking.com come proprio standard.
Quello che si può dire con certezza è che Airbnb, con la fee unica, smette di essere per definizione il canale più economico dei tre: a seconda del proprio contratto specifico su ciascun portale, può risultare più cara di Vrbo, comparabile a Booking.com, o in alcuni casi persino più conveniente — il confronto va rifatto guardando i propri contratti reali, non un valore generico.
Commissione host — ordini di grandezza, non valori fissi
Percentuale indicativa sul subtotale della prenotazione
Airbnb: fee unica dichiarata per la maggior parte degli host (fonte ufficiale Airbnb). *Booking.com: non esiste una media ufficiale pubblicata, 15% è solo un esempio di simulazione — la percentuale reale è quella del contratto individuale (condizioni ufficiali Booking.com). *Vrbo: 8% nel modello standard senza gestionale, 12-15% per account con software gestionale in Europa (fonte ufficiale Vrbo).
Cosa fare prima del 13 ottobre
Verificare nella sezione Guadagni o Pagamenti dell’account se il passaggio è già avvenuto e quale percentuale effettiva è applicata: differisce da host a host. Ricalcolare il prezzo pubblicato confrontandolo con quello che l’ospite pagava prima, service fee inclusa, non solo con la tariffa nuda.
Sull’IVA vale la pena essere precisi, perché non è uguale per tutti: se Airbnb applica anche l’IVA italiana del 22% sulla commissione, l’addebito complessivo può arrivare matematicamente al 18,91% del subtotale. Non è però una percentuale universale — con un numero di partita IVA verificato Airbnb può non addebitare direttamente l’imposta, lasciando all’host gli eventuali obblighi di inversione contabile (reverse charge); anche la detraibilità dipende dal proprio regime fiscale. È un punto da verificare con il proprio commercialista, non da generalizzare.
Prima di alzare le tariffe su Airbnb per compensare, vale la pena controllare come si posizionano rispetto agli stessi giorni su Booking.com e sul canale diretto — è il momento in cui un disallineamento tra portali, che prima passava inosservato, comincia a farsi notare dagli ospiti che confrontano.
Domande frequenti
La commissione del 15,5% sostituisce quella che pagava l’ospite, o si aggiunge? La sostituisce. Airbnb la presenta come lo spostamento della stessa cifra media già raccolta prima (in due voci separate) su un’unica voce a carico dell’host. Non è automaticamente denaro in più per la piattaforma, ma è denaro che prima l’host non vedeva sottratto direttamente dal proprio incasso.
Cambia qualcosa per le prenotazioni già confermate? No. Restano alle condizioni con cui sono state fatte, anche se l’host nel frattempo passa al nuovo modello.
Conviene alzare subito le tariffe del 14,8% su Airbnb? Dipende dalla struttura e dal mercato. È l’aggiustamento aritmetico che restituisce lo stesso guadagno netto di prima, ma va confrontato con i prezzi sugli altri canali nello stesso periodo: un rialzo automatico senza controllo incrociato rischia di rendere l’annuncio meno competitivo di quanto serva davvero.
La modifica riguarda tutti gli host, hotel compresi? No, non allo stesso modo. Molte strutture alberghiere e numerosi host collegati tramite PMS utilizzano già la commissione unica, e potrebbero non vedere alcun cambiamento sostanziale a ottobre. Non vale però per ogni account di questo tipo: Airbnb indica che gli account non ancora migrati completeranno comunque il passaggio entro la scadenza prevista. Per questo la situazione va verificata caso per caso nella sezione Guadagni o Pagamenti dell’account, non presunta dalla categoria a cui appartiene la struttura.
In sintesi
Entro il 13 ottobre 2026 gli host italiani ancora sul modello a commissione divisa passano alla fee unica Airbnb, che per la maggior parte è del 15,5% (14-16% per altri account). Molte strutture alberghiere e host collegati via gestionale sono già su questo schema, ma non tutti — chi non è ancora migrato completerà comunque il passaggio entro la scadenza. Per chi è ancora sul vecchio modello, il conto è preciso: mantenendo la tariffa invariata il netto scende da 97 a 84,50 euro su 100, 12,5 punti percentuali in meno, e il rialzo che li recupera esattamente è del 14,8%, non un generico “15%” — ma va fatto un canale alla volta, controllando Booking.com e il sito diretto nello stesso periodo, non applicato all’intero listino con un’unica percentuale.
